Due donne coraggiose, accomunate dal marchio di spie, ma distanti per sensibilità, complementari nei caratteri e nei destini: Marthe Richard e Juanita Castro. Le accostano, in un interessante dittico di monologhi, la giovane regista Irene Noli e Rosa Ferraiolo, attrice di talento al suo esordio sul palcoscenico triestino, ma forte di una solida esperienza, diretta da registi quali Guicciardini Cordelli, Sepe, Maccarinelli e Scola sul grande schermo... A indagare l’interiorità complessa delle due “spie” sono invece Rosario Galli e Maria Letizia Compatangelo. Il primo, ci guida in un flusso di riflessioni e ricordi talvolta spezzato da un nervosismo secco, e ci racconta l’anima trattenuta e la segreta indole passionaria di Juanita Castro. Nel tormento, nell’ombra della delusione questa donna forte – che incontriamo in un’afosa camera d’albergo – troverà la spinta per reagire, per scegliere il “popolo” piuttosto che la “famiglia”. La sottile penna della Compatangelo (già autrice della produzione To be or not to be) indaga invece sulla romanzesca figura di Martha Richard: donna studiatissima, affascinante e autoironica, ci appare nell’intimità protetta del suo studio, dove si prepara con maniacale precisione. Un autocontrollo, una sicurezza che celano, nel profondo, la sua intima, reale lotta contro l’ipocrisia della società della Francia benpensante che le ha rapito tutto, fin dall’infanzia...
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