I Kataklò hanno incontrato per la prima volta il pubblico del Rossetti
partecipando – il 3 aprile 2001 – alla festa d’inaugurazione del
rinnovato Politeama. Ritornati con Up nel 2003, aprono ora con Livingston il cartellone Danza & dintorni.
Del tutto particolari sono i modelli espressivi scelti dai Kataklò per
le loro narrazioni: il loro stesso nome che in greco significa “ballo
piegandomi e contorcendomi” suggerisce l’uso del linguaggio corporeo.
Assoluta originalità del gruppo è quella di aver proposto per primi in
Italia una forma di teatro-danza che nasce dalla contaminazione fra
sport e ballo, acrobazia e body art, prestazione ginnica di alto
livello e fantasia. Giulia Staccioli – per diversi anni componente dei
Momix – oggi coreografa e anima del gruppo, è stata pluricampionessa di
ginnastica ritmica e tutti i suoi danzatori sono passati dal mondo
dello sport agonistico al palcoscenico, prestando al teatro un insolito
connubio di muscoli possenti e ironica leggerezza. Livingston
parte da una battuta di Aristofane, per raccontare in quadri suggestivi
e poetici il mondo degli uccelli e la storia del gabbiano Livingston
che compie una sorta di viaggio iniziatico: anche per Livingston come
per l’uomo “non può esistere un orizzonte senza una conquista”.
I Kataklò hanno conquistato attraverso la perfezione ginnica e la
poesia della danza, un’irraggiungibile armonia di musica, immagine,
corpo e movimenti che sebbene complicatissimi, magicamente dalla platea
appaiono sempre privi di sforzo.