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2010
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NOV
I MATT-ATTORI DELL'ACCADEMIA DELLA FOLLIA SARANNO IN TOUR IN BRASILE E DAL 5 NOVEMBRE ALLA SALA BARTOLI
Ritorna in scena alla Sala Bartoli Stravaganza, testo di Dacia Maraini coprodotto dall’Accademia della Follia e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: esattamente un anno fa lo spettacolo era stato acclamato nello stesso spazio, esaurito quasi in tutte le repliche… e questa è una delle ragioni della rentrée.

Ma c’è un motivo ancor più importante – se possibile – del successo di questo singolare e coraggioso spettacolo, che induce a riportarlo sul palcoscenico: si tratta dell’occasione di una tournée all’estero, in Brasile, progetto a cui l’Accademia della Follia, molto sostenuta dallo Stabile regionale, ha a lungo lavorato e che ora viene presentato ai media in conferenza stampa: l’appuntamento è stato indetto per giovedì 4 novembre al CaféRossetti.

A presentare lo spettacolo ai media – e le date in programma a Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Salvador de Bahia, Fortaleza e Quixadá – sono stati Paris Lippi e Stefano Curti,  rispettivamente Presidente e Direttore organizzativo del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, mentre per l’ Accademia della Follia sono intervenuti il direttore artistico Cinzia Quintiliani, Claudio Misculin, regista dello spettacolo ed Eddie Mendes, produttore artistico.

Lo Stabile regionale e la singolare realtà dell’Accademia della Follia – fondata nel 1992 da Claudio Misculin, Angela Pianca e Cinzia Quintiliani – hanno incrociato più volte le loro strade: l’incontro più significativo era avvenuto nel 2008, quando alla Sala Bartoli è stato presentato il loro La luce di dentro, scritto da Giuliano Scabia.
Il rapporto di collaborazione con la compagnia si è arricchito di intenti e significati con la coproduzione di questa nuova piéce – per la regia dello stesso Misculin – che ricostruisce, attraverso le vicende di alcuni malati, l’avvento della Legge Basaglia e invita a riflettere su quali ne siano stati gli effetti, le applicazioni, i problemi.

Trieste, e lo Stabile regionale, si sono rivelati una cornice appropriata per una simile riflessione. E a dimostrazione di ciò il progetto ha avuto un rilancio, e si è arricchito anche della parentesi brasiliana.

«Stravaganza è andare oltre ciò che è ordinario. Stravaganza è follia. Stravaganza è espandere i confini della follia» si trova scritto nelle note al progetto. «Dopo il successo di critica e di pubblico, i matt-attori, guidati dal regista/attore Claudio Misculin, con Stravaganza hanno rivolto il proprio sguardo al Brasile, paese legato alle vicende storiche che hanno consentito in Italia l’affermazione della legge 180, che nel 1978 rese possibile la chiusura dei manicomi. Nello stesso anno, lo psichiatra Franco Basaglia, padre fondatore della rivoluzionaria legge, incontrava presso l’Instituto Brasileiro de Psicanálise Grupos e Instituições (IBRAPSI) psichiatri, professionisti del settore e personaggi internazionali, intenzionati a riflettere sul cambiamento che l’introduzione di una norma antimanicomiale avrebbe provocato nella società brasiliana. Il progetto proposto diventa  dunque “ponte culturale” in grado di collegare due realtà, quella italiana e quella brasiliana, sia attraverso l’esperienza teatrale intesa come momento di crescita e formazione dei matt-attori, sia come momento di scambio tra operatori del settore».

Il tour brasiliano di Extravagåncia si protrarrà dal 22 novembre al 13 dicembre 2010 e toccherà le già citate Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Salvador de Bahia, Fortaleza e Quixadà.
In ogni città si prevede una permanenza di 4 giorni e in ognuna l’Accademia della Follia ha stabilito contatti e relazioni con i principali operatori nel campo dell’assistenza e supporto alle istanze dei pazienti con disagio.

Prima della tranches internazionale Stravaganza sarà in Italia ancora a Milano, nel salone Di Vittorio della Camera del Lavoro martedì 16 novembre, e mercoledì 17 novembre, al Teatro Comunale di Lumezzare, Brescia.

«È la dimenticanza che porta a rifare gli errori di una volta?» denunciava sulle colonne del Corriere della Sera Dacia Maraini. «O c’è una volontà pertinace di disfare ciò che di buono è stato concepito e applicato dal pensiero sperimentale di questo Paese anche troppo immobilista? Che la legge Basaglia non funzioni fino in fondo lo sanno perfino i sassi. Ma perché troppo spesso manca la realizzazione di una parte della legge che prevede l’accoglienza dei malati nelle comunità terapeutiche, la cura assicurata, il recupero e la restituzione alla società degli individui più fragili e sconnessi. Un progetto coraggioso, non facile, certamente, ma che va comunque tentato, nel rispetto degli ammalati…».

Questo impegno civile, umano, sociale di Dacia Maraini trova la via del palcoscenico, con Stravaganza.

«Cinque  malati di mente internati in un manicomio, tre uomini e due donne, si tengono compagnia, si raccontano, si amano, litigano, si aggrediscono, ridono di sé e degli altri» riassume l’autrice. «Un giorno vengono a sapere che è stata votata la legge Basaglia: da domani tutti a casa! L’ospedale chiude. Ma dove andare? Ciascuno fa i conti con il proprio passato: chi ha una compagna che si è messa a vivere con un altro, chi una madre morente e dei fratelli invadenti che hanno occupato tutta  la casa, chi un padre che certamente non rivuole presso di sé  una figlia cleptomane, chi una moglie che ha trovato modo di fare soldi per conto proprio visto che lui non è stato più capace di mantenerla.
I cinque decidono comunque di tornare a casa. Gli affetti su cui hanno sempre sognato sono lì ad attenderli. Ma appena arrivati trovano gelo e disattenzione. In realtà nessuno li vuole: sono stati bellamente sostituiti. C’è addirittura qualche parente che ha paura di loro, e vorrebbe chiuderli a chiave nella stanza rimediata all’ultimo momento. Così i quattro, perché il quinto Alcide non ha nessuno da cui andare ed è rimasto in manicomio, sono costretti a tornare  in ospedale. Dove però decidono di vivere a modo loro: senza medici, senza elettroshock, senza chiavi e chiavistelli, in una comune aperta, con nuove regole stabilite da loro.»

Diretti da Claudio Misuclin a portare in scena questa storia saranno – accanto allo stesso Misculin – Deborah Pettirosso, Dario Kuzma, Donatella Di Gilio, Gabriele Palmano, Giuseppe Feminiano, Giuseppe Denti, Iris Caffelli, Ana Dalbello.
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